Stesso territorio, stesso vitigno (Sangiovese Grosso), ma il Rosso di Montalcino invecchia molto meno ed esce prima sul mercato. È essenzialmente il "fratello minore": più accessibile nel prezzo e bevibile prima, ottimo per avvicinarsi allo stile Montalcino senza svuotare il portafoglio.
Almeno 5 anni dalla vendemmia, di cui 2 anni obbligatori in botti di rovere e 4 mesi in bottiglia. La versione Riserva arriva a 6 anni totali. Questo spiega perché il Brunello 2024 non lo troverai in enoteca prima del 2029.
2015, 2016 e 2019 sono le tre annate eccezionali (5 stelle Consorzio): difficile sbagliare su tutte e tre. Anche il 2018 è un'annata molto solida (4 stelle), descritta dal Consorzio come "classica ed elegante". La 2017, segnata dalla siccità, è più controversa: buona ma non da leggenda.
Produzione piccola, disciplinare rigidissimo, invecchiamento lungo e domanda internazionale altissima: soprattutto da USA e Asia. Non è marketing: è il risultato di un vino che richiede anni di lavoro in cantina prima di uscire dal cancello.
Cacciagione, piccione, cinghiale in umido, tagliata di Chianina con tartufo. Per le occasioni speciali si porta in tavola con un Pecorino di Pienza molto stagionato. È un vino da grandi tavolate, non da aperitivo.
🍷 Il consumo responsabile di alcol è fondamentale. Vietata la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni.