Nerello Mascalese per almeno l'80%, con possibile aggiunta di Nerello Cappuccio fino a un massimo del 20%. Il Nerello Mascalese è il protagonista assoluto: è lui che dà il carattere minerale e la struttura elegante tipici di questi vini.
Le radici delle viti crescono in suoli vulcanici ricchi di cenere e lava basaltica: un terreno completamente diverso da qualsiasi altra zona vitivinicola italiana. Questa mineralità non è un'aggiunta o un artificio: è il territorio che parla direttamente nel vino.
L'Etna Rosso nasce da Nerello Mascalese, è un vino di struttura e può invecchiare bene. L'Etna Bianco si produce principalmente da Carricante, è fresco, minerale, con bella acidità: uno dei bianchi più interessanti del Sud Italia. Stesso vulcano, stessa mineralità, carattere opposto.
Le vigne si trovano tra i 400 e gli 1000 metri di quota. L'alta altitudine significa escursione termica marcata tra giorno e notte, che preserva acidità e aromi nel vino. Unita al suolo vulcanico, produce vini di rara freschezza per una zona mediterranea.
Sì, l'Etna DOC è la prima denominazione di origine controllata istituita in Sicilia, nel 1968. Ma per decenni è rimasta nell'ombra: la riscoperta moderna dei vini etnei è un fenomeno degli anni 2000-2010, guidata da produttori visionari che hanno rivalutato vigne centenarie abbandonate.
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